La Procura Federale indaga su Lautaro Martínez: presunta espressione blasfema dell’argentino

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Lautaro Martinez ha vissuto una settimana al centro dell’attenzione. E non certo per i suoi gol. Il numero 10 nerazzurro, risparmiato ieri da Simone Inzaghi in Coppa Italia, è nel mirino per la sua condotta in campo.

Al termine di Juventus-Inter, infatti, è stato ripreso dalle telecamere mentre proferiva quello che sembrava essere una imprecazione blasfema. Una condotta antisportiva che, come spiega l’articolo 37 del Codice di giustizia Sportiva, prevede la squalifica per un turno del calciatore.

Già, però, serve una prova certa affinché il giudice sportivo possa fermare l’atleta in questione. E questa è rappresentata ovviamente dall’audio che ovviamente è inconfutabile. Della possibile bestemmia di Lautaro Martinez, però, al momento vi sono solo le immagini che riprendono nettamente il labiale dell’argentino, senza alcuna traccia audio.

E così in mancanza di prove, il giudice sportivo non si è espresso, lasciando che il calciatore scendesse in campo contro il Genoa e decidesse la sfida con il gol dell’1-0 finale, per tre punti pesantissimi e fondamentali per l’Inter in ottica campionato (è arrivato il sorpasso sul Napoli caduto al Como).

La Procura federale, però, ha subito aperto un’indagine per vederci chiaro. Il Pm Chinè, infatti, vuole avere la certezza di come siano andati i fatti ed eventualmente deferire il calciatore e portarlo a processo. Ecco perché è in cerca dell’audio che darebbe la certezza dell’espressione blasfema da parte del numero 10 nerazzurro (oppure, al contrario, la sua assoluzione piena).

Come ricordato, infatti, in caso vi fosse un audio chiaro, la squalifica sarebbe automatica. Ecco perché non è affatto esclusa questa ipotesi, con una sorta di spada di Damocle che pende sulla testa dell’argentino. Bomber che dopo la sfida contro il Genoa, aveva rispedito le accuse al mittente.

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